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Commento dello Standard del Pastore Maremmano-Abruzzese

Extended Standard of the Maremma and Abruzzes Sheepdog

 

 PER LA PRIMA VOLTA LA VERSIONE ITALIANA E LA VERSIONE INGLESE NELLO STESSO LIBRO

 FOR THE FIRST TIME THE ITALIAN VERSION AND THE ENGLISH VERSION IN THE SAME BOOK

 
 

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CONTENUTO

Lo Standard FCI del Pastore Maremmano-Abruzzese analizzato e commentato voce per voce

 

L’attuale Standard del cane da Pastore Maremmano-Abruzzese è quello voluto ed emanato dalla Federazione Cinologica Internazionale nel Dicembre del 2015 ed entrato in vigore il 1° Gennaio 2016.

La FCI ha riversato in tutti gli standard delle razze riconosciute alcuni punti fortemente voluti e da tempo inseguiti: 1) inserire o sottolineare alcune prescrizioni che tenessero in massimo conto la salute dell’animale; 2) conformare tutti gli standard a un’unica nomenclatura delle regioni anatomiche; 3) utilizzare una terminologia tecnica internazionale, uniforme per tutti i Paesi; 4) considerare l’evoluzione o, se si preferisce, il dinamico sviluppo di ogni razza nel tempo.

Nel nuovo Standard del Pastore Maremmano-Abruzzese si tratta per lo più di sfumature, di dettagli che, pur non snaturando i caratteri di tipo e le caratteristiche funzionali della razza, certamente hanno cambiato il peso da attribuire a pregi e difetti, incidendo di conseguenza sul giudizio globale.

È indubbio che la morfologia e il carattere di ogni razza si adattano alla dinamicità delle condizioni socio-economico-ambientali cui tutti, uomini e animali, siamo soggetti, e guai se gli allevatori, con la loro selezione, non assecondassero la capacità adattiva del cane ai mutati contesti vitali; bisogna, però, non perdere mai di vista il tipo antico e non immolarlo sull’altare dello spettacolo del Best In Show.

Fatta questa premessa, va ricordato che ogni standard è la descrizione più o meno minuziosa delle caratteristiche soprattutto morfologiche, ma un po’ anche comportamentali, di un esemplare ideale, che magari non esiste e non esisterà mai, ma che fisicamente sarebbe in grado di svolgere con un rendimento del 100% il lavoro cui la razza di appartenenza è deputata. Diventa pertanto indispensabile che ogni allevatore si attenga scrupolosamente allo Standard nella selezione dei suoi cani e che facciano altrettanto i Giudici quando esprimono le loro valutazioni. Nel caso del nuovo Standard, però, lo scrupolosamente non va preso alla lettera né alla cieca perché, se lo si facesse pedissequamente, l’allevatore rovinerebbe tutto il patrimonio genetico costruito e il Giudice avrebbe bisogno di due guardie del corpo per uscire dal ring.

Avete letto, ad esempio, cosa è scritto a proposito dell’arto posteriore? Dall’articolazione coxo-femorale al piede esso deve essere dritto anche guardandolo lateralmente, quindi al diavolo le angolature fra i vari raggi ossei! E del muso alto la metà della sua lunghezza vogliamo parlarne? Sapete che è lo stesso rapporto del muso del Cirneco dell’Etna? Avete poi notato che la profondità del torace è indicata una volta il 50% e una volta il 47% dell’altezza al garrese? I denti: il nostro cane vivrebbe solo di incisivi ed essi devono essere perfetti (inseriti verticalmente, ben allineati, di buona misura e completi per numero); per il resto il cane potrebbe anche essere sdentato e aspirare al 1° Ecc perché di premolari, di molari e di canini, come pure della loro assenza lo Standard non parla. Al di là dell’ironia, capite bene che non tutti i paragrafi dello Standard possono essere presi alla lettera e grazie a Dio noi Giudici non siamo dei computer.

Nelle pagine di questo libro, pertanto, si proverà a sviscerare tutti i punti dello Standard in modo da fare emergere l’interpretazione oggettiva di ogni paragrafo, con la speranza di rendere più omogenea la visione del cane da Pastore Maremmano-Abruzzese. In taluni paragrafi il commento potrà rivelare qualche perplessità, il che non deve apparire scandaloso se ogni riflessione sarà ragionata e mantenuta nei binari del rigore scientifico della Cinognostica.

“Il tipo è nella testa”, vero, ma senza esagerare fossilizzandosi sui particolari. Nel giudicare un cane bisogna dare grande importanza a tutto l’insieme e, soprattutto per la nostra razza, alle caratteristiche collegate alla funzionalità in quanto il nostro è un cane da pastore da guardiania ancora oggi largamente utilizzato in tutto il mondo per la difesa delle greggi. Insomma, oltre alla testa, che deve comunque esprimere tipicità, un esemplare va esaltato o adombrato in base alle sue potenzialità lavorative, potenzialità che non vanno banalizzate, come purtroppo accade tra i neofiti, limitandosi a considerare l’altezza al garrese ed il peso.

Spero che questo libro risulti persuasivo e soprattutto utile tanto agli allevatori, per selezionare cani sempre più sani e belli, quanto ai colleghi Giudici, per valutare più omogeneamente i soggetti sottoposti al loro giudizio.

 

CONTENTS

The FCI Standard of Maremma and Abruzzese Sheepdog commented item by item

 

The current Standard of the Maremma and Abruzzes Sheepdog is what the Federation Cynologique Internationale wanted and issued in December 2015. It came into force on 1st January 2016. The FCI wanted to pour in all the standards of the recognized breeds some strongly desired and long pursued points: 1) to insert or underline some prescriptions that take maximum account of the health of the animal; 2) to conform all the standards to a single nomenclature of anatomical regions and sub-regions; 3) to use international technical terminology, uniform for all Countries; 4) to consider the evolution or, if you prefer, the dynamic development of each breed over time.

In the case of our breed, they are mostly shades and details that do not distort the type or functional characteristics of the breed, but certainly, they have changed the weight to be attributed to qualities and faults, thus determining the overall judgment on the dog.

It is undoubted that morphology and character of each breed are adapted to the dynamism of the socio-economic-environmental conditions to which everyone, men and animals, are subject. Woe if the breeders do not indulge the adaptive capacity of the dog. The important thing is that breeders preserve the typical characteristics of the breed. We would find an anachronistic dog in our hands and this would be equivalent to having a cool old vintage car in the garage; it is beautiful and precious, but not at all suitable for everyday use.

That said, it should be remembered that each standard is the detailed description of the morphological and behavioural characteristics of an ideal dog which maybe does not exist and will never exist, but which would be able to do, with a 100% performance, the work which is required to the breed. Therefore, it becomes imperative that every breeder should adhere to the Standard in breeding his dogs and that the Judges do likewise when they express their assessments. However, in the case of the new Standard, the adverb "scrupulously" should not be taken literally or blindly because a breeder would ruin all the genetic heritage built and the Judge would need two bodyguards to get out of the ring.

Have you read what is written about hindquarters? They must be straight from the coxo-femoral joint to the foot, even when viewed from the side, then screw angulations! And the height of the muzzle that is half its length, what’s that about? Do you know that the height of muzzle of the Cirneco dell'Etna is equal to its length or even more? Then, did you notice that the depth of the chest is indicated once 50% and once 47% of the height at the withers? Teeth: our dog would live only on incisors and they must be perfect (set straight, well aligned, of good size and complete in number); for the rest the dog could also be toothless and aspire to the 1st Exc because the Standard does not say anything about premolars, molars and canines, nor about their absence. You will understand that not all the paragraphs of the Standard can be taken literally and, thank God, we are not computers.

Therefore, in this book, I will try to dissect all the points of the Standard in order to bring out the objective interpretation of each paragraph. My hope is making the vision of the Maremma and Abruzzes Sheepdog more homogeneous in the world. The illustrative commentary of some paragraphs will bring out perplexities on some points. This should not appear scandalous because every reflection will be reasoned and maintained in the rails of the scientific rigor of Cynology.

“The type is in the head”. It is true, but without exaggerating and fossilizing on the details. In judging a dog we must give much importance to the whole and, for our breed, to the features most closely related to functionality, as it is a guardian shepherd dog still widely used for the protection of flocks all over the world. In short, in addition to the head, which however must express the Type, a dog should be exalted or overshadowed based on its work potential.

I hope this book is persuasive and above all useful to breeders to select increasingly healthy and beautiful dogs, as well as to fellow Judges to more homogeneously evaluate the animals submitted to their judgment.